Nabucco - Fondazione Politeama Catanzaro 

"Applausi a scena aperta per gli “assoli” di Paoletta Marrocu, davvero convincente nel far trapelare rabbia e vendetta, e del veterano Bruson, un leone ancora ruggente che nei panni di un re prostrato per l’impotenza ad agire mette in mostra una potente visione introspettiva." di Lucio Ruffa (su Internet)

"Frenetici battimani anche per il soprano Paoletta Marrocu, sensibile interprete del ruolo di Abigaille" - La Gazzetta del Sud Betty Calabretta

La fanciulla del West secondo Robert Carsen - Der Norske Opera di Oslo

"Quest'opera vuole spesso una dimensione intima, di confidenze gettate semplicemente per essereaccolte. E’ qua che i due protagonisti, Marrocu e Cura, si sono trovati nella loro grande bravura d’interpreti." .... "Paoletta Marrocu è una Minnie di grande spessore scenico, capace di trovare la morbidezza e la forza di una ragazza che ha la vita nelle proprie mani, non dipende da nessuno e affronta le scelte con profonda onestà. La sua voce ha dialogato con ricchezza di colori e grande pertinenza psicologica con Dick, disegnando poi nella suggestiva romanza il profilo di un ricordo e di un progetto. Brava!" di Serenella Gragnani

Macbeth - Teatro Verdi di Sassari

"ll soprano cagliaritano, accolta da un prevedibile e meritatissimo trionfo personale , ha eseguito un autentico lavoro di bulino, approfondendo l'interpretazione, davvero notevole. Al Teatro Verdi di Sassari, poi, per le ridotte dimensioni del palcoscenico, questa intensità istrionica, muteviole nel volto e nell'espressione corporale, si sono doppiamente apprezzate. La Marrocu ha di questo ruolo una padronanza musicale invidiabile, ma colpisce soprattutto per la scanasione della parola cantata, tagliente come un fendente ed insinuante con la flessuosità di un serpente. La diabolica Lady, insomma gode per virtù della Marrocu di tutte le sfumature senza tralasciare una forte carica di sensualità erotica, che spesso sfugge in certe letture del personaggio, con cui concupisce il debole marito spingendolo ai più efferati delitti. Dal punto squisitamente vocale, infine, ci troviamo di fronte al soprano sfogato che esige la parte. L'acuto nella zona estrema risulta, è vero, metallico, al limite dell'urlo: per esempio il Re emesso in quinta, a siglare la scena del sonnambulismo; ma è anche vero che quella nota, l'ultima della Lady, presa così assume il singificato di un gemito mortale, quello che precede l'ictus che la stronca. Un effetto che ha provocato un'ulteirore, rabbrividente suggestione." L'OPERA (Andrea Merli) 

"Il palcoscenico è dominato da Paoletta Marroccu, che grazie alla sua intelligenza interpretativa, ai suoi notevoli mezzi vocali e alla sua sicura presenza scenica ha disegnato una Lady Macbeth molto sfaccettata e di grande fascino." La Nuova Sardegna (di Antonio Ligios) | 9.10.2009

"Nel cast spicca la differenza tra l´esperta Paoletta Marrocu e gli altri. Del resto, il personaggio di Lady Macbeth è il più ricco della vicenda. Qualcuno ha storto il naso per gli acuti, ma anche gli ipercritici non possono non ammirare la grande espressività teatrale e vocale della soprano cagliaritana. Lady Macbeth non deve solo dispiegare la potenza, ma è spesso chiamata dalla scrittura verdiana al sottovoce, alla mezza voce, agli sbalzi isterici di una donna dapprima spavalda nello spingere il marito ad affrontare senza tentennamenti il sanguinoso sentiero predetto dalle streghe che porta al trono di Scozia (Immoto sarai tu nel tuo disegno?) poi lacerata anch´ella dal rimorso. Che la porta alla morte." L´Unione Sarda (Giampiero Marras) | 9.10.2009

Lady Macbeth, Teatro Verdi di Sassari, Foto © Sebastiano Piras

Cavalleria rusticana - Opernhaus Zürich

"Dal canto dolcemente amaro a quello espressivo e carico di passione fino all’infuocata minaccia, il soprano Paoletta Marrocu nel ruolo di Santuzza dominava tutti i registri”
Suedkurier (TORBJÖRN BERGFLÖDT), 08.06.2009

"Al suo fianco convincente anche Paoletta Marrocu (soprano) con la sua intensa interpretazione di Santuzza"
Schaffhausen Nachrichten (WALTER JOOS), 08.06.2009

“In Cavalleria Rusticana è Paoletta Marrocu Santuzza, che da Turiddu attende un figlio e da lui viene tradita: una grande interprete con una meravigliosa e drammatica voce sopranile senza asprezze”.
Students.ch. (Christina Ruloff) 9. Juni. 2007

Nabucco - Gran Teatro La Fenice

"Paoletta Marrocu, Abigaille, è stata semplicemente ideale nella concezione registica e musicale del ruolo: donna a tutti gli effetti, dalle movenze feline e dalla mimica di grande espressività, ha composto un personaggio indimenticabile, deciso e lacerante, specie nel grande duetto del terzo atto e nel finale. Sul piano specificamente vocale dobbiamo mettere in conto l‘acuto graffiante, che tende a sfogare, ma la musicalità è di primordine. L'uso del legato, il canto spianato nell’adagio "Anch’io dischiuso un giorno" di rara suggestione, le meritano un convinto brava!" 
Andrea Merli (www.impiccioneviaggiatore.com)

"Buona prova del cast vocale....Paoletta Marrocu (Abigaille) offre una grande prova interpretativa, brillante agilità e forza scenica"
La Nuova Venezia - Mirko Schipilliti

Il Tabarro - Teatro alla Scala

"Al suo fianco, Paoletta Marrocu è una Giorgetta dall'emissione incisiva e drammatica, senza tuttavia tralasciare gli abbandoni lirici né la stessa proprietà che nove anni fa le faceva vocalizzare un ottimo Artaserse di Hasse."
Gli Amici della Musica (Francesco Lora)

Falstaff - Teatro Petruzzelli (Bari)

"Il soprano Paoletta Marrocu ha interpretato una Alice Ford ricca di personalità e ironia, mettendo in campo grande duttilità vocale e verve interpretativa."

www.cannibali.it (Enzo Garofalo), 21 gennaio 2008

Alice Ford - Bozzetto del costume di Ziara de Vincentiis

Lucrezia Borgia - Teatro Verdi (Sassari)

"Dopo la sua memorabile Vitellia dell'anno scorso, era prevedibile che Paoletta Marrocu lasciasse un'impronta forte anche su Lucrezia Borgia, e così ha fatto. In questa serata inaugurale della stagione dell'Ente Lirico Marialisa de Carolis, il soprano cagliaritano ha fraseggiato con un'eloquenza d'accento più unica che rara in questo ruolo, riuscendo nell'impresa quasi impossibile di conciliare la tenerezza della madre segreta con i moti spietati della donna di potere, il pathos languido di certi cantabili con il fiero declamato del duetto con Alfonso e le agilitá deliranti della cabaletta finale. La sua assidua frequentazione di un repertorio verdiano e verista si avverte un po' nello smalto non immacolato di certi acuti, ma quella stessa esperienza teatrale aiuta l'interprete a mettere a nudo senza falsi pudori la vita interiore del personaggio."
MUSICA (Stephen Hastings)

"In scena , poi, ha dominato il soprano Paoletta Marrocu, Lucrezia dal forte temperamento. ... ha fornito un'eccezionale prova di talento drammatico, dando un senso preciso alla parola cantata, mettendo a fuoco un fraseggio ardente ed un accento convinto, superando senza sforzo le difficoltà dello spartito e producendosi in tutto il finale, in specie nel temibile rondò 'Era desso il figlio mio', con assoluta aderenza e credibiltà sia scenica che musicale, strappando finalmente applausi entusiastici."
L'OPERA - Andrea Merli

"Sulla scena svettano la vocalità e la sensibilità di Paoletta Marrocu che risolve con ricchezza di colori e inflessioni l'ambivalenza di Lucrezia e affronta con notevole sicurezza la coloratura della cabaletta "Era desso il figlio mio".
La nuova Sardegna (Antonio Ligios)

"Che dire di Paoletta Marrocu nel ruolo della protagonista? Che sta a Lucrezia Borgia come la scarpetta di cristallo sta a Cenerentola. La parte ha una vocalità molto estesa e d’agilità. In quanto unico personaggio femminile deve sostenere in scena un enorme peso drammatico. Ed in questo senso Paoletta Marrocu ha regalato al pubblico una Lucrezia ideale. Ha fatto un ottimo lavoro attorno al personaggio, curandolo nei minimi particolari, creando sempre attorno a sé la giusta atmosfera e sapendo esprimere con ricchezza di colori ed accenti la conflittualità del personaggio. Toccante e molto personale la cabaletta finale “Era desso il figlio mio”. Difficile trovare oggi un altro soprano che riesca a dare a questo personaggio la stessa carica emotiva e con lo stesso peso vocale. "
Gli Amici della Musica (Maria Dell)


Lucrezia Borgia, Teatro Verdi di Sassari, Foto © Sebastiano Piras

Macbeth - The Washington Opera

Recensioni disponibili solo in inglese. 

Foto © Karin Cooper

Il Trovatore - San Diego Opera

Recensioni disponibili solo in inglese.

Foto © Ken Howard

Assassinio nella cattedrale (prima corifea) - Chiesa di San Nicola (Bari) 

"Intensa e bella la prova di Paoletta Marrocu, prima corifea, in particolare a inizio del secondo atto quando ha cantato 'Neppur oggi, Natale' deplorando l'assenza della pace anche in un giorno di festa. Il suo timbro caldo e l'ottima linea di canto hanno regalato agli spettatori un momento di intensa emozione. "

Opera Click (Luciana Solazzo)

La Clemenza di Tito - Teatro Verdi (Sassari)

"Ancora più entusiasmante è stata la Vitellia di Paoletta Marrocu, che domina da par suo il canto fiorito e lo stile grandioso che la scrittura mozartiana esige, comunicandoci in ogni misura l'emotività esasperata del personaggio senza mai sfiorare la caricatura. Anzi, la nuova e terribile consapevolezza nell'ultima scena dell'opera è parsa singolarmente commovente."
Musica (Stephen Hastings)

"Una relativa sorpresa è stata la Vitellia di Paoletta Marrocu, che ha avuto un meritato trionfo personale nel ruolo più complesso tra quelli mozartiani. Ormai lanciata in parti di lirico spinto sui palcoscenici di tutto il mondo , ha colpito la duttilità nelle agilità sostenute con disinvoltura, la musicalità e la completezza della gamma in tutti i registri. Si sommino una bellezza accattivante e la grinta, doti che la hanno sempre contraddistinta, per rendere l'immagine di un personaggio a tutto tondo." 
L'opera (Andrea Merli)

La clemenza di Tito e il ritorno della Marrocu

"Il soprano Paoletta Marrocu ha debuttato pregevolmente Vitellia: la cantante non ha certamente bisogno di presentazioni; è ormai divenuta un'artista di razza che, in virtù di una tecnica agguerrita, sa cantare e interpretare in modo irreprensibile il suo non facile personaggio muovendosi con disinvoltura sul palcoscenico." 
Gli Amici della Musica (Anna Rita Floris Visconti, ), ottobre 2006

"Paoletta Marrocu ritorna al suo repertorio d'origine e ritrova intatte, dopo tanti ruoli di drammatico spinto, la limpidezza, l'agilità e l'esattezza mozartiane."
Il Giornale della Musica (Mauro Mariani) 

Paoletta Marrocu nel ruolo di Vitellia, Foto © Sebastiano Piras

Turandot - Opernhaus Zürich

"Turandot era interpretata da Paoletta Marrocu al suo debutto di ruolo. Una voce bella, duttile e morbida, un'emissione straordinaria accompagnata da una dizione che permette di comprendere il testo, non sempre cosa facile tra i soprani. Interessante anche la sua lettura del personaggio, una Turandot adolescenziale che se pur crudele e caparbia è ancora una fragile ragazza in atteggiamento di repulsione/attrazione verso l'altro sesso, dissidio reso molto bene sia dal punto di vista vocale che espressivo. Nel duetto finale del bacio la coppia Cura/Marrocu è riuscita a regalare al pubblico grazie ad un'agilità, quasi mai vista per questi due ruoli, momenti di tensione e poesia."
Maria Dell, Gli Amici della musica, maggio 2006

"Paoletta Marrocu nel ruolo di Turandot acquista sempre più spessore nel corso della serata." - Zürcher Unterländer

"Soprattutto le soprano Paoletta Marrocu nel ruolo di Turandot ed Elena Mosuc in quello di Liù hanno dato dei sensazionali debutti di ruolo." - Lichtensteiner Vaterlan

"Con Paoletta Marrocu, che trova nella voce messa a fuoco con chiarezza luminosità e affermazione, va in scena una Turandot fragile, incantevole nel modo in cui emana la sua grazia adolescenziale, che sta meno a rappresentare la crudeltà e più lo splendore di una antichissima cultura"
Herbert Büttiker, Der Landbote

"Questa principessa alias Paoletta Marrocu serbava ancora delle grandi riserve dopo la scena del bacio e con voce duttile e sicura negli acuti si imponeva dopo qualche esitazione iniziale."
Fritz Schaub, Neue Luzerner Zeitung

"Trionfatrice della serata la soprano Paoletta Marrocu (Turandot) che s'integra con grazia allo spirito di Puccini. Con la sua voce chiara, commovente e duttile domina il ruolo con regalità. ... la cantante sarda interpreta questo ruolo ingrato, privo di arie profondamente liriche, con una facilità stravolgente. La pronuncia curata fino agli estremi e la voce integra di Paoletta Marrocu confermano l'impressione di pienezza e di eccellente intelligenza vocale che aveva dimostrato nei ruoli di Abigaille alle Arènes d'Avenches e di Lady Macbeth all'Opera di Zurigo."
Jacques Schmitt per ResMusica.com

Paoletta Marrocu con José Cura, Foto © Suzanne Schwiertz

Andrea Chénier - The Washington Opera

"Un benvenuto debutto in questo teatro è stato quello di Paoletta Marrocu nella parte di Maddalena di Coigny. La signora Marrocu possiede una voce lirica di natura ma capace di diventare brunita nel registro centrale; grazie a questa qualità, la cantante ci faceva sentire molto chiaramente l'evoluzione e maturazione del personaggio, quando da donna diventa eroina."
L'Opera

Maddalena in "Andrea Chénier", Foto © Washington National Opera

I vespri siciliani - Opernhaus Zürich

"... e una davvero splendida Paoletta Marrocu nei panni della Duchessa Elena tormentata fra l'amore e i sentimenti e le ragioni per la patria." - Corriere del Ticino (Marinella Polli), 26/05/2004

"Con 'I vespri siciliani' il teatro zurighese ha avuto un altro momento magico, allineando quattro cantanti tra i migliori disponibili attualmente... Paoletta Marrocu (Elena) possiede una bella voce ma si distingue soprattutto per l'uso intelligente che ne sa fare: il suo canto, stilisticamente ineccepibile, è ricco di colori e di accenti e ha saputo eccellere sia nelle frasi frastagliate e incisive di 'Coraggio, su coraggio' , sia nell'aria del quarto atto, particolarmente nella cadenza, tutta eseguita a fior di labbro con sfumature, dolcezze ed espressioni d'affetto avvincenti."
- La regione Ticino (Carlo Rezzonico), 02/06/2004

Elena ne "I Vespri sicilaini", Foto © Opernhaus Zürich

Paoletta Marrocu - Votata alla conquista del primato tra le voci italiane nel mondo, difende ed esalta le ragioni del repertorio drammatico anche d'agilità.

Se un rimprovero le si potesse muovere sarebbe quello di non possedere il dono dell'ubiquità onde poter essere più presente nei teatri d'Italia, dove il ripristino di certi valori avrebbe in lei un punto di riferimento; oltre a tutto s'aggiunga che il suo debutto al Regio di Torino con la Fanciulla del West è saltato per un incidente occorsole ad un ginocchio; è vero che si è rifatta due mesi dopo a Berlino in una nuova produzione pucciniana diretta da Thielemann grazie alla quale dimostrò essere l'attrice all'altezza di Minnie.
Sempre per stare al 2004, troviamo la Marrocu pronta a risolvere I Vespri Siciliani a Zurigo in gara con Nucci e Raimondi oltre a Il Trovatore in quel di Monaco di Baviera con Metha al podio, mentre fu ancora il 2003 ad averla affascinante Tosca a Vienna e sublime Amelia di Un Ballo in Maschera a Zurigo, seppure il punto focale abbia coinciso con la sua prima Fedora in coppia con Placido Domingo alla Staatsoper di Vienna dove ha lasciato l'impronta di tragedienne che fu appannaggio d'una Cobelli , d'una Pederzini e, in tempi più recenti, della Olivero.
A conclusione del 2003 va registrato il debutto spagnolo in Tosca al Liceo di Barcellona. Che dire? se non è entrata nell'Olimpo canoro con la forza della vocalità ambrata , del timbro lucente, della intellegibile dizione, doti che la fanno conoscere subito anche a distanza?
Quanto al 2004 è l'anno che con Andrea Chenier segna il suo debutto negli U.S.A., qui per l'occasione diretta da Placido Domingo, opera alla quale ha fatto seguito una nuova produzione di Macbeth a Madrid a fianco del baritono Alvarez, occasione in cui il ruolo della terribile Lady merita un cenno particolare per aver trovato nell'interprete un riscontro immediato e veritiero per nulla condizionato dalla tessitura; Paoletta Marrocu ha toccato il vertice di quel quid impalpabile e indescrivibile che soggioga l'ascoltatore conducendolo oltre i confini della realtà. Nel 2005 tornerà con Tosca a Vienna, a Monaco ...; con Nabucco ad Avanches e Anversa oltre alla nuovissima produzione del Macbeth di Dresda. Il tutto nell'eterna e vincente sfida a un repertorio da lei ricondotto alla sua storica verità.
Rassegna melodrammatica, Corriere di Musica

Tosca - Liceu de Barcelona

"Paoletta Marrocu è stata una Floria Tosca con figura di indossatrice e voce di buona grana, che l'artista ha saputo valorizzare con una dizione splendida. Ottima anche come attrice, si è veramente meritata l'ovazione che ha accolto il suo 'Vissi d'arte'. Le è stato concesso, poi, di cantare la frase 'Mi vuoi supplice a' tuoi piedi', spesso omessa nelle recite ofdierne."
L'Opera (Silvia Campana),

Allestimanto di Robert Carsen, Foto © Liceu Barcelona

Fedora - Wiener Staatsoper

"Paoletta Marrocu è una principessa Fedora tanto attraente quanto vocalmente sicura. Il suo materiale sopranile possente, la voce ben guidata, la lucentezza e l'espressione calda piacciono." Kronenzeitung

"... duetta con la protagonista (una fenomenale Paoletta Marrocu)." Kurier

"Domingo era affiancato da Paoletta Marrocu, protagonista dall'espressione e dalla vocalità sconvolgenti." Der Standard

Nuova produzione con Placido Domingo, Foto © Wiener Staatsoper

La Bohème - Teatro Carlo Felice (Genova)

Bravissima protagonista Paoletta Marrocu

"Della Marrocu si è detto: voce amministrata con intelligenza, bella dizione che consente di capire, fatto raro, ogni parola, intensa presenza scenica. Qualità emerse sin dalla sua apparizione in scena con 'Mi chiamano Mimì ' e ribadite lodevolmente nel terzo e nel quarto atto: si pensi al drammatico duetto con Rodolfo sotto la neve e poi al già citato finale risolto con una efficace alternanza fra canto pieno e mezzevoci intense. Un'artista, insomma, da seguire." - La Repubblica (Roberto Novino)

"... con Paoletta Marrocu, definita 'una Mimì rivelazione' attrice superba, dal timbro d'oro." - Corriere Mercantile

Marrocu, grandissima Mimì

"Grandissima MImì, un debutto di ruolo davvero importante per Paoletta Marrocu; ... dopo l'ultimo stzraziante duetto l'opera si è conclusa in un tripudio d'ovazioni. ... Dicevamo di Paoletta Marrocu, una Mimì rivelazione, timbro d'oro, (i riflessi quasi da soprano drammatico torniscono la parte di nuove nuances), temperamento, una MImì che sembra rinnovare antichi fasti interpreativi e che ci vede entusiasti. " - Corriere mercantile

"Alla bontà del risultato concorre un buon cast, illuminato dalla valida prova dei due protagonisti. Paoletta Marrocu, che ormai siamo abituati ad associare a titoli più drammatici ed incandescenti, torna qui al repertorio dei suoi esordi e sigla una Mimì maiuscola. Che può lasciare perplessi, perché non siamo abituati ad ascoltare il personaggio da una voce così piena ed intensa, come , invece, dovrebbe essere. Ci accontentiamo spesso di piccoli soprani evanescenti e ci scordiamo la carne e il sangue della vocalità di Puccini. Che qui c'è tutta. ... La Marrocu canta bene, canta con convinzione, canta con una voce sonora che si proietta nel teatro, che si sente (oggi è un fatto più raro di quello che si possa pensare), che asseconda con generosità la melodia e che in particolare nel III e nel IV quadro conosce accenti convincenti e commoventi. E dimostra di sapere trovare nel suo canto anche i toni e il peso di un canto trepido e partecipe, là dove occorre. C'è poi l'attrice che si muove con disinvoltura e sa ben realizzare l'indicazione registica di una MImì che sa il fatto suo e che forse fa della sua timidezza un'arma usata con premeditazione. Non dimentichiamo infine l'appeal di un'avvenente figura femminile indispensabile per la costruzione di questo personaggio." L'Opera (Giancarlo Landini)

"Anche se ci aveva abituati ultimamente a ruoli più drammatici, nei panni e nel registro della protagonista Paoletta Marrocu s'è imposta con intelligenza per qualità vocali e intensa presenza scenica, dando al terzo quadro una profondità musicale luminosa e penetrante." - La Repubblica (Angelo Foletto)

"Paoletta Marrocu è stata la applaudita protagonista della 'Bohème' rappresentata l'altra sera al Carlo Felice. Il soprano sardo, al suo debutto nella parte di Mimì, ha superato la prova a pieni voti." - Il Giornale

"Paoletta Marrocu delinea una Mimì limpida, senza bamboleggiamenti, d'una vocalità piegata a tradurre il personaggio." - Il Giornale (Alberto Cantù)

Un ballo in maschera - Opernhaus Zürich

"... l'Amelia di Paoletta Marrocu ... possiede una rara caratteristica assolutamente fondamentale nel teatro musicale: è una voce prettamente teatrale. La sua Amelia rinasce, vivificata da un'affronfondita interpretazione che unisce ad un'attenta cura nel fraseggio una moderna sensibilità drammatica." - L'Opera (Silvia Campana)

Macbeth - Teatro alla Scala 

"Rivelazione della serata è stato il soprano Paoletta Marrocu, una Lady di assoluta disinvoltura scenica e sicurezza vocale. Una presenza, per altro attraente, che ha dato l'impronta a tutto lo spettacolo.” 22 Giornale della Musica (Stefano Jacini)

Macbeth - Opernhaus Zürich

"Primi piani, luci ora di taglio ora crudamente di fronte, scolpiscono i tratti duri e aggressivi del viso della Marrocu, così come la sua eccezionale dizione - tanto nel parlato della lettera quanto nel successivo avvio dell'aria - scolpisce i tratti della sua interna psicologia." ... "Non meno brava la Marrocu nel definire un carattere che in superficie parrebbe di ferro; che impiega tutte le armi del freddo raziocinio e dell'ancor più fredda seduzione (i loro continui abbracci hanno la morbosità del sadismo, il sangue la eccita, sì dall'indicare quale prova di virilità la capacità o no di saper spargere sangue): ma che sotto sotto avverte il serpeggiare di un'inquietudine nutrita di debolezza. 'Vè le mani ho lorde anch'io' è la chiave di volta dell'intera scena..." ... "Lo sprezzo insolente e volgarissimo di Lady nei confronti di tutti quanti gli invitati, nulla più di servi (formidabile come la Marrocu impone loro 'Restate' "..."La Marrocu è eccezionale sulla scena, vocalmente brava, fraseggiatrice superba" Classic Voice Opera (Elvio Giudici)

"...un'incredibile presenza scenica, una prestazione drammatica straordinaria e convincente , che nei momenti opportuni si ripercuote anche sulla voce. Non appena la cantante entra in scena è al centro dell'attenzione, è lei che domina. Le sue scene sono senza ombra di dubbio tra le più belle della serata."
Opernglas

"Paoletta Marrocu è eccellente Lady, per l'imponenza della voce, lo slancio, l'appeal scenico, la recitazione attenta, la creazione di un personaggio a tutto tondo. Gli stessi suoni aspri che contraddistinguono talvolta le sue agilità non fanno che andare nella direzione giusta richiesta dal dramma. La ripresa ci permette di apprezzare un'interpretazione di grande forza emotiva tale da collocarsi tra le migliori dell'intera discografia del Macbeth, palese dimostrazione che spesso i cantanti del nostro tempo sanno fare meglio di quelli del mitico passato." - L'Opera (Giacarlo Landini), recensione del DVD, registrato nel 2001 dal vivo all'Opernhaus di Zurigo

Foto © Suzanne Schwiertz

Nabucco - Opernhaus Zürich

"L'Abigaille di Paoletta Marrocu dona al suo personaggio tutte le sfumature, anche fortemente contraddittorie, che gli appartengono. ... tecnincamente precisa, la sua penetrazione nelle pieghe dell'animo tormentato della donna guerriero, tanto ambiziosa e crudele quanto desiderosa di un amore mai donatole, e per questo ancor più disperata, è totale." - L'Opera (Silvia Campana), Anno XVI - N° 166, novembre 2002

Mefistofele - Teatro Vittorio Emanuele (Messina)

Paoletta Marrocu si mostrava ideale Margherita, come se avesse scoperto il luogo assoluto per le sue capacità drammatiche e vocali. In scena si donava in modo vocale pieno riuscendo a comunicare l'innocenza iniziale della vergine e le colpe e le angosce della peccatrice. - Corriere degli spettacoli

Norma - Teatro Sociale (Rovigo)

"La protagonista intepretata da Paoletta Marrocu sostiene la parte con un temperamento fiero e volitivo, la tecnica e la voce sono finemente cesellate sul ruolo, ma questo è ciò che ci si aspetta, Norma non può essere una qualunque e così è stato." Rovigo

"... ho accettato anche perché ho saputo che Norma sarebbe stata Paoletta Marrocu ... per il ruolo di Norma è necessaria una grandissima interprete e lei lo è sicuramente." - Il Resto del Carlino, intervista di Alessandra Chini a Ulisse Santicchi

"Nel cast degli interpreti emerge l'intensa vocalità della protagonista Paoletta Marrocu che sembra aver fatto tesoro della grande lezione callasiana." - Il Gazzettino (Paolo Accattatis)

"... ha visto come intensa protagonista Paoletta Marrocu che ha disegnato una Norma veramente efficace e di sensibilità estrema. Voce duttile la sua, guidata da un'intelligenza estrema e supportata da un grande talento teatrale che le hanno dato modo di attirare positivamente il favore di un pubblico numerosissimo e attento." - Il Gazzettino 

"Norma ha conferito accenti scultorei, grazie al canto spiegato, aspro ma anche corposo in certi colori della zona centrale." - Il Resto del Carlino (Sergio Garbato)

"Uno spettacolo dove il ruolo di protagonista è stato affidato alla magistrale interpretazione di Paoletta Marrocu, applauditissima sacerdotessa dei Druidi." - Il Gazzettino

Norma - Teatro del Giglio (Lucca)

"La prima era impersonata da Paoletta Marrocu. ... La Marrocu ha una voce ben modulabile e adatta al ruolo (applauditissima la cavatina "Casta diva che inargenti")." - Il Tirreno (Luciano Gallo)

Norma -Teatro Verdi (Pisa)

"Paoletta Marrocu ha affrontato il ruolo (vero spauracchio per i soprani) con grande autorità , affidandosi a doti vocali enormi e ad una naturalezza e ad una naturalezza di emissione che ha saputo anche adattare alle diverse sfumature del personaggio, vincendo così il confronto con la parte." Il Tirreno (Carlo Pernigotti)

"Norma, soprano drammatico d'agilità, cioé declamazione e melodia da un lato e virtuosismo balcantistico dall'altro, la giovanissima Paoletta Marrocu possiede già il carisma della cantante-attrice, del soprano drammatico: è stata ieratica, appassionata nell'odio, nell'amore, nell'amicizia ... soprattutto ha forte temperamento e questo dovrebbe portarla lontano." Il Tirreno (Giovanni Burchielli)